Capitolo 1 — L'anatomia di un buon prompt

Facciamo un esperimento mentale. Immagina di dover delegare un compito a un collaboratore appena arrivato, bravissimo ma che non sa nulla di te, della tua azienda, dei tuoi clienti. Non gli diresti mai solo "sistemami questa email". Gli diresti chi è il destinatario, che tono usare, cosa vuoi ottenere, magari gli mostreresti una email che ti piace come esempio. Ecco: un LLM è esattamente quel collaboratore — competente su tutto in generale, ignaro di tutto ciò che riguarda te in particolare. Il prompt è il briefing.

Un briefing fatto bene ha cinque blocchi, in quest'ordine. Il ruolo: chi deve essere il modello ("Sei un revisore di testi commerciali per il mercato immobiliare italiano"). Sembra teatro, ma orienta tutta la statistica del modello verso il registro giusto. Il contesto: le informazioni di sfondo — la situazione, il destinatario, l'obiettivo, il materiale su cui lavorare. Le istruzioni: cosa fare, in passi espliciti e ordinati, comprese le cose da NON fare. Gli esempi: uno o due casi di input e output desiderato (ci torniamo al capitolo 3, è la tecnica più potente del livello). Infine il formato di output: come deve essere la risposta — un elenco, una tabella, tre paragrafi, un massimo di parole.

Non tutti i blocchi servono sempre. Per chiedere un sinonimo non serve il briefing completo. Ma quando il risultato conta, la differenza tra "riassumi questa email" e un prompt con i cinque blocchi è la differenza tra un output generico e uno che sembra scritto da chi conosce il tuo lavoro.

E c'è una regola che da sola vale il capitolo: esplicita l'ovvio. La causa numero uno degli output deludenti non è il modello scarso: è tutto quello che avevi in testa e non hai scritto. Il pubblico a cui è destinato il testo, il fatto che il cliente è arrabbiato, che la tua azienda non usa mai certe parole, che il documento serve per convincere e non per informare. Il modello non legge nel pensiero: legge il prompt.

L'esperimento del giorno. Prendi una richiesta che fai spesso all'AI in forma secca e riscrivila con i cinque blocchi. Provale entrambe sullo stesso caso reale e confronta. Da oggi, ogni volta che un output ti delude, prima di riformulare chiediti: quale blocco mancava?