Capitolo 5 — I pattern di orchestrazione che funzionano
Dopo qualche anno di sistemi LLM in produzione, l'industria ha convergito su una manciata di pattern ricorrenti. Conoscerli ti dà un vocabolario di progettazione: davanti a un problema nuovo, invece di inventare, componi.
Il router, già incontrato: un classificatore in ingresso smista verso trattamenti diversi. È il pattern più sottovalutato — semplice, robusto, e da solo copre una quantità sorprendente di casi reali. La pipeline con gate (prompt chaining): passi in sequenza, e tra un passo e l'altro un controllo — automatico o umano — che decide se proseguire; ogni passo è piccolo, testabile, sostituibile. La parallelizzazione, in due sapori: dividere il lavoro tra istanze parallele (i subagenti del Livello 4), oppure far fare la stessa cosa a più varianti e confrontare — il voto di maggioranza su un compito delicato compra affidabilità con la ridondanza. L'orchestrator-workers: un supervisore scompone il problema e delega ai lavoranti — il pattern dei sistemi di ricerca multi-agente. E l'evaluator-optimizer, il mio preferito per l'eleganza: un generatore produce, un valutatore critica secondo criteri espliciti, il generatore riprova — il loop continua finché la qualità non supera la soglia. È il chain-of-thought sociale: due ruoli invece di uno, e la rubrica del capitolo 1 usata come muscolo, a runtime.
I pattern si compongono: un router davanti; nei rami semplici, pipeline; nel ramo esplorativo, l'agente; l'evaluator a guardia dell'output finale. E ovunque, la ferramenta del Livello 2 che non passa mai di moda: retry, timeout, fallback — se il modello grande non risponde, si degrada con grazia sul piccolo, e l'utente riceve una risposta onesta invece di un errore.
L'esperimento del giorno. Disegna — carta e penna vanno benissimo — l'architettura del processo che vuoi automatizzare, usando solo i pattern di questo capitolo. Marca ogni punto di verifica, ogni fallback, ogni intervento umano. Se il disegno non sta su una pagina, semplifica: la complessità che non riesci a disegnare è complessità che non riuscirai a mantenere.